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Obbligo dell’etichetta d’origine per latte e formaggi: positiva l’entrata in vigore

20/04/2017 – «Sicuramente si tratta di un primo passo importante sulla strada della trasparenza delle produzioni Made in Italy – spiega Danilo Misirocchi presidente Cia Ravenna – ma non è la panacea alle problematiche che interessano il comparto lattiero-caseario. Tanto più che il decreto italiano non ha un quadro normativo analogo in sede europea. Questa novità non deve “distrarre” dalla questione principale che è quella di dare certezze alla filiera, in termini di regole lungimiranti e condivise per commercializzazione e mercato e comunque orientate verso un reddito equo per chi produce. Anche perché il quadro di riferimento del mercato deve essere quello globale e non chiuso nelle logiche dei confini nazionali».

Positiva l’entrata in vigore, a partire da domani, dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari in Italia come ad esempio il latte UHT, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini. Così la Cia-Agricoltori Italiani sul decreto “Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattiero-caseari, in attuazione del regolamento (UE) n.1169/2011” firmato dai ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo economico Carlo Calenda, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 gennaio. «Sicuramente si tratta di un primo passo importante sulla strada della trasparenza delle produzioni Made in Italy – spiega Danilo Misirocchi presidente Cia Ravenna – ma non è la panacea alle problematiche che interessano il comparto lattiero-caseario. Tanto più che il decreto italiano non ha un quadro normativo analogo in sede europea. Questa novità non deve “distrarre” dalla questione principale che è quella di dare certezze alla filiera, in termini di regole lungimiranti e condivise per commercializzazione e mercato, e comunque orientate verso un reddito equo per chi produce. Anche perché il quadro di riferimento del mercato deve essere quello globale e non chiuso nelle logiche dei confini nazionali». Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con una sola dicitura: «ORIGINE DEL LATTE: ITALIA». Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi ma diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: “latte di Paesi Ue” se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei; `latte condizionato o trasformato in Paesi Ue´, se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei. Se le operazioni avvengono fuori dall’Ue, invece la dicitura è “Paesi non Ue”. Sono esclusi dall’obbligo di origine in etichetta solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato. 

 

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