ROMAGNA

COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

I prodotti delle Donne in Campo a Ravenna

A Porta Adriana sabato 21 luglio

Le imprenditrici agricole romagnole dell’Associazione “Donne in Campo” di Cia Romagna tornano a Ravenna, sabato 21 luglio. A Porta Adriana ci saranno i prodotti della filiera corta di pianura e di collina e specialità tipiche e biologiche.

La mostra-mercato, allestita dalle 8 alle 20, propone prodotti freschi e stagionali. Il lavoro e l’impegno delle imprenditrici romagnole della Cia si concentrano su sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, controllo e tutela del paesaggio e dell’ambiente, creatività ed innovazione, difesa delle tradizioni e della cultura locali.

Le prossime date della mostra-mercato dei prodotti tipici e biologici sono: 15 settembre, 20 ottobre, 17 novembre e 15 dicembre. Dalle 8 alle 20, a Porta Adriana.

Donne in Campo-Cia è l’Associazione italiana di imprenditrici e donne dell’agricoltura, riconosciuta nel territorio italiano, presso le Istituzioni nazionali, europee ed internazionali. Apprezzata dai cittadini che conoscono i mercati agricoli con le loro eccellenze del gusto e le tante altre iniziative innovative.

GENERAZIONE YOUNG OLD ALLA RISCOSSA

Nel pomeriggio di giovedì 12 luglio all’Agriturismo San Rocco di Villa Verucchio (RN) l’Associazione nazionale pensionati (Anp) della Cia Romagna ha incontrato la Dottoressa Roberta Cecchetti (Ausl RomagnaUnità operativa di Igiene degli Alimenti e Nutrizione di Cesena) per approfondire con gli associati il tema: “una sana alimentazione per gli over 65”.

Con il 6,5% di ultraottantenni, pari a 3,9 milioni di persone, noi italiani siamo in cima alla lista dei popoli più longevi d’Europa. Ed è un dato che ci deve rendere felici perché si tratta di un trend in crescita: nel nostro Paese la vita media è comunque alta: 85 anni per le donne e 80 per gli uomini, di poco inferiore a quella del Giappone, la nazione più longeva del mondo.

In Italia, una persona su cinque ha più di 65 anni e ci sono 154 anziani ogni 100 giovani. Per questo, si incomincia a parlare di young old, un fenomeno demografico che rende necessario ridefinire non solo le età della vita, ma anche i parametri del benessere. I dati scientifici rivelano che la durata e la qualità della vita dipendono solo per il 30% dalla genetica. Il 70% è dato dagli stili di vita e dall’ambiente. Morale? Invecchiare in buona salute dipende molto da noi. Queste le motivazioni che hanno portato il Presidente Anp Romagna, Wiliam Signani, a organizzare l’incontro.

Si è detto che gli italiani temono di perdere l’efficienza mentale, ma i dati disponibili dovrebbero rassicurarci. Sono, infatti, ormai lontani i tempi in cui i nonni strabuzzavano gli occhi di fronte a parole come Facebook, smartphone e tablet. La terza età si sta adeguando, fosse anche solo per stare al passo con figli e nipotini che, si sa, comunicano meglio in ‘modalità tecnologica’. Risultato? Nel corso dell’ultimo decennio, gli anziani hanno acquisito una mente più elastica, ma stanno peggiorando sul fronte fisico. Lo conferma uno studio tedesco condotto dall’International Institute for Applied Systems Analysis (Iiasa).

Confrontando i risultati ottenuti nel 2006 con quelli del 2012, è emerso che le funzioni cognitive sono migliorate in maniera significativa. In media, i risultati dei test cognitivi degli ultra-sessantenni di oggi corrispondono a persone di 4-8 anni più giovani! La forma fisica, invece, appare peggiorata, in particolare tra gli uomini tra i 65 anni, con basso livello di istruzione. Colpa, probabilmente, dello stile di vita divenuto via via sempre più sedentario: televisione, tablet e dispositivi multimediali potenziano le abilità cognitive, ma purtroppo rubano tempo all’attività fisica. Da questo punto di vista, il parallelo tra anziani e ragazzi “sempre connessi” è più che mai realistico.

La Dottoressa Cecchetti, nella sua ampia ed esaustiva relazione, ha sottolineato come la terza età è una fase di vita particolare anche dal punto di vista strettamente nutrizionale perché, con il passare degli anni, le esigenze dell’organismo cambiano: già a partire dai 40 anni, il fabbisogno giornaliero di calorie diminuisce gradualmente di circa il 5% ogni 10 anni, sino ai 60 anni d’età.

In pratica, il fabbisogno calorico giornaliero nell’anziano è in media di 700 calorie inferiore rispetto a quello che aveva da giovane. Responsabili di queste modificazioni fisiologiche sono il rallentamento progressivo del metabolismo basale e la diminuzione della muscolatura scheletrica, ancor più evidenti se si riduce l’attività fisica o lo stile di vita diventa più sedentario. Limitarsi a mangiare meno e conservare il peso forma non è però sufficiente.

Si è entrati nel merito della qualità della dieta, sottolineando le corrette proporzioni tra macronutrienti (15% proteine, 60% carboidrati e 25% grassi) e micronutrienti, come vitamine e minerali. Negli anziani mantenere questo equilibrio non è sempre facile per diverse cause che vanno dal basso reddito alla scarsa possibilità o motivazione a cucinare sino ai problemi dentali che rendono difficile la masticazione di alcuni alimenti basilari. Risultato? Pesce, latticini, verdura e frutta non sono presenti con regolarità sulla tavola, senza la consapevolezza che ciò può influire negativamente sullo stato di salute.

A conclusione della sua relazione la Dottoressa Roberta Cecchetti ha fornito ai partecipanti alcuni consigli pratici:

  • Fare pasti frequenti e leggeri, facendo le stesse scelte alimentari variate e complete che si consigliano alla popolazione più giovane.
  • Bere frequentemente acqua nel corso della giornata, anche prima di avvertire lo stimolo della sete (questo segnale nella terza età diventa meno sensibile) ed evitare di eccedere nell’aggiunta di sale alle pietanze.
  • Evitare il ricorso troppo frequente a pasti freddi, piatti precotti o riscaldati.
  • Scegliere gli alimenti sulla base delle condizioni dell’apparato masticatorio, anche per facilitare i processi digestivi che nell’anziano sono meno efficienti e prepararli in modo adeguato come ad esempio: tritare le carni, grattugiare o schiacciare frutta ben matura, preparare minestre, purea e frullati, scegliere un pane morbido o ammorbidirlo in brodo o latte, ecc.
  • Effettuare una buona prima colazione comprendente anche latte o yogurt.
  • Mantenere un peso corporeo accettabile.
  • Evitare di abusare di condimenti grassi.
  • Mantenere un buon livello di attività fisica.
  • Ridurre i grassi animali, scegliere frequentemente il pesce e le carni alternative (pollo, tacchino, coniglio, ecc.), non esagerare con i formaggi.
  • Consumare legumi, frutta e ortaggi freschi.
  • Non eccedere con il consumo di bevande alcoliche e con l’aggiunta del sale da cucina.
  • Attenzione ai dolci e allo zucchero, ridurne il consumo.

La Vicepresidente Anp Romagna, Oretta Pedini, ha sottolineato nella sua introduzione l’interesse del tema per gli associati, tesi anche per ragioni personali, ma preoccupati di tenersi attivi per il supporto che danno alla famiglia, ai figli, ai nipoti e a volte ai genitori molto anziani.

Il Presidente Anp Emilia Romagna, Pierino Liverani, nelle sue conclusioni ha evidenziato i molteplici interessi espressi dagli associati nei numerosi incontri, con tematiche importanti che evidenziano vivacità di attenzioni e voglia di partecipazione e approfondimento: in questo ha garantito l’attività di Anp per dare risposte ai bisogni espressi e per mettere in luce quelli ancora latenti.

Wiliam Signani, Presidente Anp Romagna, portabandiera della generazione young old, ha posto l’accento sul ruolo dell’associazione Anp, particolarmente attiva sullo sviluppo di politiche ed azioni a livello nazionale e locale per la difesa dello Stato Sociale e per la rappresentanza degli interessi degli anziani nei confronti del Governo centrale, degli Istituti pubblici, delle Regioni, degli Enti locali. Non dimenticandosi di un altro aspetto importante per la qualità della vita nella terza età: gli incontri ludici e conviviali. Ha così invitato i partecipanti alla Festa Regionale dell’Anp a Palazzo Greppi Santa Vittoria di Gualtieri (RE) il prossimo 1 settembre e alla settimana di vacanza al mare di Santa Severa dal 16 al 23 settembre. A conclusione dei lavori e per ottemperare a quanto appreso dalla relazione della Dottoressa Cecchetti, Signani ha invitato tutti i presenti a onorare la cena preparata dagli ottimi cuochi dell’Agriturismo San Rocco. E a imitazione dello spyker della Moto GP che urla “Valentino c’è!” anche lui ha salutato i presenti con la stessa foga e passione: “Anp c’è!”

Mara Biguzzi

 

Fare agricoltura in collina e in montagna: quasi 200 associati Cia ieri a Novafeltria per chiedere interventi

“Gli agricoltori sono fondamentali per la tutela del territorio, è ora che il valore di questo compito sia riconosciuto”

Gli agricoltori svolgono una funzione fondamentale per la tutela del territorio e il contrasto al dissesto idrogeologico, soprattutto in collina e in montagna, e chiedono che questo ruolo venga finalmente riconosciuto con interventi e misure di sostegno adeguate. Erano quasi 200 gli associati di Cia-Agricoltori italiani Romagna che ieri sera a Novafeltria hanno partecipato all’incontro promosso dall’organizzazione con le assessore regionali Paola Gazzolo (Difesa del suolo, politiche ambientali e della montagna) e Simona Caselli (Agricoltura), sul palco accanto al Presidente di Cia nazionale Secondo Scanavino, a quello regionale Cristiano Fini e al Presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi.
Nel proprio intervento il Presidente Misirocchi ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura sul territorio, ricordando che se il settore ha già molti svantaggi competitivi rispetto ad altri Paesi, in collina e in montagna vede aumentare in maniera esponenziale le difficoltà. Particolarmente sentito in Valmarecchia, così come nelle zone interne della Romagna, è il problema degli animali selvatici. “Sono cresciuti in maniera esponenziale – ha affermato Misirocchi -. I piani di controllo sono positivi ma non sufficienti, mentre i dissuasori sono costosi, spesso inefficaci e poco pratici. I risarcimenti sono necessari, ma noi non coltiviamo o alleviamo per il risarcimento. I cinghiali non creano solo un danno al prodotto, ma anche alle macchine, e spesso a fronte di una pecora sgozzata che viene risarcita, ci sono 200 pecore che per lo stress non fanno più latte. Nelle colline romagnole in questi anni è andato perso un patrimonio genetico di ovini, la natura è fatta di equilibri che dobbiamo ricostituire. Serve una riconsiderazione di tutto il tema e bisogna creare le condizioni per lavorare in sicurezza”.
Dopo la drammatica siccità del 2017, inoltre, gli agricoltori chiedono di uscire dalla gestione emergenziale delle acque. “In un territorio a carattere torrentizio come la Romagna, non trattenere l’acqua in inverno per riutilizzarla in estate è un crimine. Anche per mezzo dei Programmi di sviluppo rurale sono stati costruiti diversi invasi, ma è necessario un Piano strategico per la gestione dell’acqua”.
Servono poi infrastrutture idonee a svolgere le attività agricole. “Vi sono ancora oggi ponti che non hanno larghezza e portata idonee ai mezzi agricoli e di trasporto, e che devono essere adeguati”.
Gli agricoltori chiedono minori burocrazia e vincoli. “Le regole devono essere sostenibili ed applicabili. Non servono leggi estemporanee di semplificazione, che hanno sempre portato ad una complicazione, ma occorre una valutazione complessiva. Ciò vale ad esempio per la forestazione, sottoposta a norme, leggi e regolamenti di fatto inapplicabili. Così come per i parchi: l’attività agricola è l’unica che a fronte di pochissimi benefici subisce una serie interminabile di vincoli che in alcuni casi hanno portato alla chiusura di alcune aziende. Va aperto un confronto per una considerazione diversa del valore dell’agricoltura”.
Infine la necessità di sostenere la redditività delle imprese agricole. “In collina e in montagna gli svantaggi competitivi aumentano in maniera esponenziale, sia per la forte usura di macchine ed attrezzature, sia per le rese inferiori. L’agricoltura in questi territori è un presidio fondamentale e dobbiamo perciò valutare misure di sostegno al reddito come l’indennità compensativa, che può essere ripensata estendendola e con maggiori risorse finanziarie”.
Il Presidente di Cia Emilia-Romagna Cristiano Fini ha ribadito la necessità di un riconoscimento economico per gli agricoltori, che “hanno tra le funzioni anche quella di curare il paesaggio e salvaguardare tutto il territorio, anche quello a valle. Soprattutto nei luoghi di montagna in cui fare agricoltura è più difficile e costoso, occorre che i prodotti vengano maggiormente valorizzati. Così come bisogna intervenire per contenere alcune specie selvatiche che per l’agricoltura sono un grave danno: cambiare la legge 157 del ’92 deve essere una priorità”.
Le assessore regionali Caselli e Gazzolo hanno ricordato le iniziative per il territorio. In particolare grazie al Piano di sviluppo rurale sono state ammesse a contributo 1972 domande in provincia di Rimini, pari a 11milioni 200mila euro, mentre la ricarica della falda della conoide del Marecchia in 6 mesi ha consentito di ricaricare più di 1milione e 100 mc di acqua. In occasione dell’incontro, l’assessora Gazzolo ha preso l’impegno di aprire un confronto sull’acqua in Romagna. Per tutelarsi dalla presenza degli animali selvatici, gli agricoltori possono oggi richiedere direttamente l’intervento della polizia provinciale e avvalersi di un tecnico regionale per attuare con i fondi pubblici gli interventi più adatti per tenere lontani i lupi.
Affidate a Presidente Cia nazionale, Secondo Scanavino, le conclusioni. “L’agricoltura della Valmarecchia, dell’Appennino, delle pendenze superiori al 15%, ha bisogno di maggiore innovazione tecnologica e va classificata in modo riconoscibile. Questo il tema che dobbiamo porre anche a livello europeo e di Pac. L’agricoltura ha un valore pubblico, sociale, paesaggistico, e occorre qualcosa in più del mero finanziamento di azioni di sviluppo. Allo stesso tempo bisogna passare dalla tutela alla gestione della selvaggina per trovare un equilibrio sostenibile per gli agricoltori, mentre in tema di risorse idriche, è ora che i fondi destinati alle bonifiche servano davvero a portare l’acqua nei campi”.

Agricoltura in collina e in montagna: che IMPRESA! 

La collina romagnola tra problemi e prospettive: le proposte della Cia – Confederazione italiana agricoltori alla Regione Emilia-Romagna rappresentata per l’occasione dalle assessore Caselli e Gazzolo

Presenti i presidenti regionale e nazionale della Cia: Fini e Scanavino

Mercoledì 20 giugno 2018 ore 20.30  Novafeltria (RN) – Cinema Teatro Montefeltro – Via della Pieve

Agricoltura in collina e in montagna: che IMPRESA! È l’evento pubblico che Cia Romagna organizza per mercoledì 20 giugno, a Novafeltria (RN), su un tema sempre più stringente: la situazione collinare e montana, la situazione dell’agricoltura a queste altitudini ed il suo ruolo di presidio e manutenzione del territorio da parte degli agricoltori e di tutti coloro che vivono queste zone.

IntervengonoDanilo Misirocchi, Presidente Cia Romagna; Simona Caselli, Assessore all’agricoltura caccia e pesca; Paola Gazzolo, Assessore alla difesa del suolo e politiche ambientali; Cristiano Fini, Presidente Cia Regionale;ConcludeSecondo Scanavino, Presidente Cia Nazionale

L’agricoltura ha problemi di reddito su tutto il territorio: in collina e in montagna questi hanno carattere ancor più esponenziale e i loro risvolti si riflettono in maniera ancora più profonda anche a livello sociale. Fauna selvatica, burocrazia, vincoli normativi stabiliti da vari Enti, problemi strutturali, di viabilità, dissesto idrogeologico: le problematiche delle aree collinari e montane sono enormi e vanno risolte per. contenere ed evitare lo spopolamento e le aggravanti conseguenze sociali, economiche, ambientali che ricadrebbero su tutto il territorio nel suo insieme.

Programma del convegno (pdf)

Operativo il piano regionale di controllo degli storni per prevenire i danni alle colture

01/06/2018 – Diventa pienamente operativo il piano regionale di controllo degli storni 2018-2022. Approvato dalla Giunta Regionale, il piano recepisce le osservazioni e il parere di Ispra, Istituto per la prevenzione e la ricerca ambientale, e consente di intervenire in difesa dei frutteti, vigneti e di altre colture sensibili laddove si è esaurita l’efficacia delle misure di prevenzione. Gli agricoltori possono richiedere alle polizie provinciali di attivare il piano di controllo che può essere effettuato dagli stessi agricoltori se in possesso della licenza di caccia.

Il Piano quinquennale di controllo dello storno (Sturnus vulgaris) (…)

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Stefano Francia eletto presidente dell’Agia nazionale

18/05/2018 – Stefano Francia (Ra), classe 1989, vicepresidente di Cia Emilia-Romagna, è stato eletto Presidente dell’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli di Cia in occasione della V Assemblea elettiva nazionale Agia dal titolo “L’impreditore crea un lavoro e non lo chiede”, tenutasi a Roma il 17 e 18 maggio.

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Anp nazionale: la tavola rotonda e l’elezione di Del Carlo

12/05/2018 – Alessandro Del Carlo è stato eletto presidente dell’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani dalla VII Assemblea elettiva “Presente e futuro della filiera del Welfare”, riunitasi a Ravenna il 10 e 11 maggio e composta da 164 delegati, in rappresentanza dei 400 mila iscritti dell’organizzazione in tutta Italia.

Del Carlo, con esperienza trentennale nella Cia, ha specificato “porrò al centro di questo mandato, con attenzione particolare alle aree rurali, tre ambiti fondamentali: pensioni, sanità e servizi, confermando l’impegno di Anp-Cia a tutela di valori quali la dignità e l’uguaglianza, i diritti e il ruolo sociale dell’anziano”.

Sono stati anche i temi al centro della tavola rotonda,

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Gli incontri con gli associati Cia nel territorio romagnolo

14/05/2018 – Il 16 maggio prendono il via una serie di incontri organizzati da Cia Romagna rivolti prevalentemente agli associati. Gli appuntamenti vertono sull’attività dell’organizzazione ed i principali temi di attualità, dalla vitivinicoltura alle sementiere, dall’enoturismo alle norme forestali e zootecniche, dalla campagna ortofrutticola alla Misura Ocm investimenti. Gli incontri si terranno alle 20.30 nei seguenti giorni e sedi: 16 maggio Ravenna (sala Legacoop via Faentina 106); 22 maggio Faenza (sala Bcc via Laghi 79); 24 maggio San Piero in Bagno (Sala palazzo Pesarini via Verdi 4); 25 maggio Forlì (sala Dinamica via Vivaldi 13/a); 28 maggio Savignano (sala Galeffi palazzo Comunale); 29 maggio Santarcangelo (sala Biblioteca via Pascoli 3); 31 maggio Coriano (sala Isotta piazzetta Salvoni); 5 giugno Cesena (sede Cia Romagna via Rasi e Spinelli 160); 7 giugno Bagnacavallo (sala Palazzo vecchio). E’ inoltre in via di programmazione un’iniziativa pubblica a Novafeltria sulle proposte di Cia Romagna e sulle problematiche delle aree interne.

Alessandro Del Carlo nuovo presidente nazionale di Anp-Cia

11/05/2018 – Alessandro Del Carlo (a sinistra nella foto, insieme a Scanavino e Brocco) è stato eletto presidente dell’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani dalla VII Assemblea elettiva “Presente e futuro della filiera del Welfare”, riunita a Ravenna e composta da 164 delegati, in rappresentanza dei 400 mila iscritti dell’organizzazione in tutta Italia. Del Carlo, 65 anni, originario di Viareggio e con esperienza trentennale nella Confederazione,

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